E’ generalmente considerata come una cura preparatoria per trattamenti inalatori, in quanto, l’effetto vasodilatatore del vapore, predispone i tessuti all’assorbimento dei principi attivi successivamente erogati dall’aerosol.
Si pratica nebulizzando l’acqua termale in particelle dalla grandezza di 10 micron alla temperatura di 37°, in modo tale che le particelle ottenute, si arrestino nei distretti superiori delle vie respiratorie (naso, seni paranasali, faringe, laringe, trachea e bassi bronchi).
Questa pratica medica utilizza apparecchi in grado di frammentare l’acqua termale in particelle, fornendo un getto di vapore che viene inalato dal paziente.
Nell’inalazione a getto diretto, la pressione del vapore caldo sull’acqua termale determina la formazione di particelle d’acqua delle dimensioni di circa 100 micron. Il getto viene convogliato contro piastre che consentono di eliminare le particelle più grosse e di ottenere un getto relativamente omogeneo. Con tali accorgimenti si ottiene un raffreddamento parziale del getto che raggiunge una temperatura ottimale di 37° centigradi. Nel getto si presentano eventuali gas che si liberano nell’inalatore durante il processo di frammentazione dell’acqua termale.
