E’ una tecnica indolore, non invasiva, e garantisce buoni risultati. Fa parte delle terapie per l’ipoacusia rinogena ed è spesso consigliato come alternativa alle insufflazioni endotimpaniche, quando mal tollerate.
La tecnica consiste nell’introdurre un’oliva in plastica monouso nella narice nasale, l’altra narice deve rimanere chiusa, con la quale, l’idrogeno solforato viene convogliato all’interno della cassa timpanica. Viene utilizzata la stessa apparecchiatura delle insufflazioni endotubariche. Si invita il paziente a deglutire, di conseguenza il palato molle si innalza separando funzionalmente l’orofaringe dalla rinofaringe. L’aria spinta in rinofaringe non può più fuoriuscire né dalle cavità nasali (perchè bloccate), né dalla rinofaringe (per l’innalzamento del palato molle). Essa quindi penetra nell’orifizio faringeo della tuba di Eustachio provocando la dilatazione e la penetrazione di gas acqua sulfurea all’interno delle cavità timpaniche.
Questo trattamento è particolarmente adatto per bambini insofferenti alle insufflazioni endotubariche, soggetti apprensivi, soggetti con spiccati riflessi delle mucose nasali e faringee, soggetti con patologie di entrambe le fosse nasali (deviazioni settali, poliposi nasali, ipertrofia di turbinati, sinecchie endonasali, neoformazioni).
La terapia ha una durata di 3 minuti per narice e, generalmente, si praticano cicli di 12-15 giorni con cadenze quotidiane, eventualmente ripetibili 2-3 volte all’anno, soprattutto per le forme croniche.

Politzer vibrato crenoterapico